Sabato 29.01.2011 mattina

Cara nonna,
sono passati esattamente venti anni da quando non fai più parte di questo mondo. Ricordo tutto di quella giornata. Il mondo che, davanti alla televisione guardava la Guerra del Golfo, e noi al tuo capezzale nella casa di Monterubbiano. Al mio ritorno da Ascoli, dove andavo a scuola, non c'era come al solito mia madre, ma mio padre. "E mamma ?", gli chiesi ? "E' dovuta andare da nonna, c'è stato un improvviso aggravamento delle condizioni ...", rispose. Quel pomeriggio avrei preferito non studiare, ma il giorno dopo avevo una interrogazione importante, quindi mi misi sui libri. Le ore passavano, da Monterubbiano intanto, nessuna notizia. Poco prima delle 6 mio padre mi viene a prendere per andare da nonna. Io che cercavo invano di sapere qualcosa di più, poi, all'arrivo davanti alla casa, l'amara verità. Le persiane chiuse, solo la luce. Non ce l'avevi fatta. Te ne eri andata via. Perdonami nonna se non sono stato vicino a te in quei giorni in cui combattevi la tua battaglia contro la malattia. So che avresti voluto vedermi per un ultima volta ma io non ce l'ho fatta. Non per negligenza sia chiaro, ma perché non volevo vederti soffrire. Un giorno doloroso quel Martedì 29 Gennaio 1991.
Cara nonna, ricordo che quando ero piccolo, aspettavo con ansia il pomeriggio del Venerdì, perché sapevo che saresti arrivata tu insieme al nonno. E quanti pianti il Lunedì mattina quando te ne andavi via. Per non parlare poi dei tanti Natali che abbiamo passato insieme. Quando poi sono cresciuto, la Domenica non era Domenica se non c'erano "Tutto il calcio minuto per minuto" alla radio e le visite a casa tua. Peccato non averti avuto vicino nei momenti più belli, come il diploma alle superiori, la laurea e (mettiamoci anche quello) l'exploit televisivo. Per ringraziarti di tutto l'amore che mi hai dato, ho voluto dedicare a te e al nonno (che ti ha raggiunto in Cielo 6 anni dopo) la mia tesi di laurea, così come avrei voluto dedicarvi l'eventuale vittoria del montepremi a Sarabanda. Quando ti penso, mi viene da piangere, ma mi consola il fatto che adesso ti trovi in un luogo decisamente migliore di questo, e soprattutto, insieme a tante altre persone care. Mi viene da pensare che Gesù ti abbia voluto insieme a lui perché c'erano tanti bambini che in Cielo avevano bisogno di una nonna così dolce e piena di amore come lo sei stata tu.